Gli avversari di Daniela

DANIELA SBROLLINI CANDIDATA ALLA PRESIDENZA DEL VENETO PER ITALIA VIVA, PSI, PRI E CIVICA PER IL VENETO SCATTA UNA FOTOGRAFIA IMPIETOSA DEI SUOI AVVERSARI

DALL’UTILIZZO DEI BAMBINI AI FINI ELETTORALI AL VOTO DISGIUNTO E ALLA GUERRA FRATRICIDA.
DANIELA SBROLLINI CANDIDATA ALLA PRESIDENZA DEL VENETO PER ITALIA VIVA, PSI, PRI E CIVICA PER IL VENETO SCATTA UNA FOTOGRAFIA IMPIETOSA DEI SUOI AVVERSARI E INVITA AD UN VOTO UNICO E ALTERNATIVO DI FRONTE UNA STORIA SCRITTA COSI’, SIA DA DESTRA E DA SINISTRA, DA 25 ANNI A QUESTA PARTE.
EMBLEMA DI UNO STILE E UN MODO CHE I VENETI HANNO LA POSSIBILITA’ DI METTERE DA PARTE

“Si sa che in campagna elettorale e soprattutto negli ultimi giorni solitamente esce il peggio.Ma di così basso livello non pensavo davvero”

Sono le parole di rammarico della candidata alla Presidenza della Regione Veneto per Italia Viva, Psi, Pri e Civica per il Veneto Daniela Sbrollini a giochi quasi fatti.
La Sbrollini guarda sia a destra che a sinistra i suoi avversari che “non si sono degnati di mandarmi un messaggio di solidarietà e di vicinanza rispetto agli attacchi degli haters sui social ai danni della sottoscritta e della ministra Bellanova, al limite della decenza. In Veneto non sembra di casa la gentilezza che io per prima ho dimostrato a tutti in questa campagna elettorale e che fa parte della mia persona”

La Sbrollini punta il dito contro un uso dei soldi pubblici o comunque del patrocinio della regione ai fini elettorali come il caso emblematico del diario a fumetti di Zaia supereroe regalato ad una scuola del veneziano dove “Il Re Veneto lotta contro il nemico invisibile, il coronavirus”
“Una vergogna utilizzare in un colpo solo il patrocinio della regione e i bambini a scopi elettorali, un gesto di pessimo gusto che porta a galla uno stile e un modo che hanno assuefatto le menti dei veneti che possono e devono voltare pagina anche e solo per questo.”
Vogliamo parlare se non di Zaia dei suoi assessori? La Sbrollini ne ha anche per loro.
“Ad una settimana dal voto l’assessore alle politiche sociali del Veneto lancia una mancia elettorale di 4 milioni di euro per le famiglie dopo 5 mesi di emergenza covid e 5 anni di tagli al welfare. C’è poi Roberto Marcato che firma l'accordo elettorale a Rovigo sulla zls a 4 giorni dal voto dopo 5 anni di silenzio proprio il giorno in cui in quella città passava Matteo Salvini.”

Se andiamo dall’altra parte la storia non cambia di molto.
Qui c’è una lotta di tutti contro tutti, per ottenere un posto in consiglio abbandonando la barca e il suo capitano già in difficoltà di salute.
“Un accoltellamento alle spalle in piena regola – commenta la Sbrollini- con indicazioni esplicite di voto disgiunto per votare Zaia e il singolo candidato di sinistra. Ma il peggio è che addirittura si arriva al paradosso di due concorrenti Pd che si fanno la guerra non per portare alla luce questa aberrazione ma per non perdere voti uno contro l’altro.”
Il riferimento della Sbrollini è a Stefano Artuso candidato del Pd padovano che ha invitato in piazza a votare la sua persona con voto disgiunto – Zaia e quindi Artuso e a Alessandro Bisato segretario del Pd veneto, avversario diretto di Artuso a Padova che “mentre attacca il suo diretto avversario compagno di partito non cita nemmeno la candidata veneziana segretaria del PD provinciale che ha lasciato che i circoli facessero lo stesso. Come mai due pesi e due misure? Forse il Pd pensa che i Veneti siano fessi? Ritorniamo al discorso di prima, ad una storia sempre uguale da 25 anni a questa parte”

E che dire del candidato del centro sinistra Lorenzoni?
“Anche qui c’è dell’incredibile. Lorenzoni attacca me e Italia viva perché osiamo criticare sia lui che Zaia e perché gli facciamo paura. Parla di accordi tra Zaia e pezzi di centrosinistra e finge di non vedere che di sicuro quelli che li hanno già fatti sono proprio i suoi candidati consiglieri regionali. Persone che ricoprono anche ruoli di rilievo e che chiedono di votare Zaia direttamente.
Forse se Lorenzoni e il PD non avessero avuto l'ossessione di guardare nello specchietto della macchina la nostra lista che arrivava e non avessero dedicato la campagna sin dal 4 luglio ad attaccarci oggi non sarebbero a chiedere il voto per Zaia anziché per il loro candidato.”

La Sbrollini parla di cecità nei confronti delle proposte lanciate dalla sua lista e ignorate almeno in apparenza dalla sinistra che però “ha mandato diversi esponenti e sostenitori a criticare le stesse sui social. Con lo stesso stile e aggressività che abbiamo visto utilizzare da persone vere e false che in questi giorni hanno minacciato di morte e insultato sia me che la ministra Bellanova. E ripeto sia da parte di Lorenzoni sia da parte di Zaia non è arrivata alcuna solidarietà, neanche dalle candidate dem che tanto lottano contro il sessismo e le aggressioni verbali. In cosa differiscono le due forze?”

“Se faccio una sintesi – conclude la Sbrollini – capisco e sicuramente anche i veneti, che proprio noi, così attaccati e presi di mira dai due avversari principali,possiamo essere la vera sorpresa di queste elezioni, il vero voto utile in appuntamento elettorale che altrimenti avrebbe un risultato secondo molti scontato e mai così largo tra destra e sinistra a cinque stelle. Facciamo paura a chi vorrebbe mantenere gli stessi equilibri tra maggioranza e opposizione rimasti identici per 25 anni in regione e garantiti anche dai due schieramenti quest'anno. Dall’altra mi dispiace vedere quanto simile sia diventata la sinistra a cinque stelle di Lorenzoni alla destra di Zaia che, per paura di perdere magari un seggio in consiglio regionale, con l’indicazione di voto per Zaia, confermano in prima persona di averle già straperse.
Noi dall’altra parte cresciamo ogni giorno di più e negli ultimi giorni abbiamo avuto conferma che per noi si stanno muovendo anche molti elettori di Azione di Calenda e di Più Europa, che condividono il nostro progetto alternativo e che al netto delle indicazioni nazionali hanno deciso di fare una scelta autonoma coraggiosa e veneta, per costruire un polo moderato e riformatore che sia in Veneto che in Italia manca e di cui si avverte la mancanza anche da questi esempi appena fatti”